Vivara è la più appartata tra le isole del Golfo di Napoli, un semicerchio di terra collegato a Procida da un ponte, circondato da un mare dal colore quasi caraibico nei giorni limpidi. A differenza di Capri o Ischia, qui non si trova un costruito monumentale imponente, ma il valore del luogo sta nell’insieme: natura, resti archeologici, posizione strategica. Vivara è una riserva naturale, importante per la biodiversità, il passaggio degli uccelli migratori e la flora mediterranea. Sotto terra e sott’acqua, però, ci sono tracce di insediamenti micenei e di scambi antichi, che raccontano come questa piccola isola fosse un punto di approdo e controllo nel pieno del traffico marittimo dell’età del bronzo.
È un luogo “monumentale” in senso paesaggistico e storico, perfetto per un turismo lento, guidato, consapevole. Da valorizzare come esperienza diversa rispetto alle altre isole: niente caos, niente movida, ma camminate, osservazione, educazione ambientale. In un progetto editoriale può diventare il simbolo della Campania meno ovvia, quella che non si limita alle mete più famose e propone anche piccole isole che hanno un peso enorme nella storia del Mediterraneo.